group of women standing on green grass field during daytime

CONOSCI M.O.DI.

M.O.DI. è un modello educativo che nasce nel 2016 a Biella e che, nel tempo, si è diffuso in Piemonte e in numerose regioni d’Italia. Oggi collega una rete di oltre 360 classi, unite da un modello pedagogico condiviso e da una visione comune della scuola come spazio di apprendimento, benessere e inclusione.

M.O.DI. è un metodo educativo innovativo, che tiene conto dei ritmi di apprendimento degli alunni e valorizza l’alternanza tra attività intellettuali e attività manuali, riconoscendo la centralità dell’esperienza nel processo di costruzione del sapere.

Cos'è M.O.DI.
La visione

M.O.DI. nasce con l’obiettivo di migliorare le condizioni che favoriscono l’apprendimento e di innalzare la qualità degli interventi educativo-didattici per tutti gli alunni, adottando un approccio autenticamente inclusivo.

Il modello mette al centro la persona nella sua interezza e mira a:

  • sviluppare le potenzialità individuali;

  • accrescere e potenziare le competenze;

  • favorire una crescita armonica degli alunni;

  • promuovere il benessere di studenti, docenti e famiglie coinvolte nei processi formativi.

I presupposti del modello

Alla base dell’azione progettuale vi è l’individuazione di fattori strategici per il successo formativo e il benessere a scuola, spesso trascurati ma determinanti.

In questa prospettiva, il modello M.O.DI. si articola lungo tre direzioni fondamentali, strettamente interconnesse, che orientano l’intero impianto progettuale:

  • una migliore organizzazione dell'orario di insegnamento;

  • la personalizzazione didattica;

  • metodologie innovative fondate sulla comprensione dei processi di apprendimento.

Il primo elemento centrale è il fattore tempo e, di conseguenza, l’organizzazione didattica: M.O.DI. interviene sulla distribuzione degli insegnamenti in relazione al tempo-scuola, ripensando l’articolazione settimanale per superare la frammentazione e favorire una maggiore continuità educativa.

Questa riorganizzazione rappresenta la cornice entro cui si innestano tutti gli altri interventi del modello.

Stili di apprendimento e personalizzazione

M.O.DI. interviene su questo nodo critico rafforzando le competenze psicopedagogiche dei docenti, fornendo indicazioni operative per:

  • osservare e comprendere le caratteristiche individuali degli alunni;

  • riconoscere gli stili di apprendimento;

  • progettare percorsi didattici personalizzati ed efficaci.

Tali indicazioni trovano applicazione in scelte metodologiche e pratiche didattiche concrete, pensate per sostenere i processi di apprendimento e promuovere il coinvolgimento attivo degli alunni.

Un secondo pilastro di M.O.DI. è l’attenzione agli stili di apprendimento degli alunni. Un’educazione realmente inclusiva non può prescindere dalla personalizzazione della didattica, che tenga conto delle caratteristiche individuali, cognitive ed emotive di ciascuno.

Nella pratica quotidiana, tuttavia, gli insegnanti spesso non dispongono degli strumenti necessari per individuare i diversi profili psicologici degli studenti e modulare di conseguenza l’azione educativo-didattica. Il risultato è una didattica prevalentemente standardizzata.

Dalla struttura alla didattica disciplinare

All’interno del quadro complessivo creato dalla riorganizzazione del tempo-scuola e dal potenziamento delle competenze psicopedagogiche dei docenti, il modello prevede azioni mirate di didattica disciplinare, differenziate in base ai diversi ordini e gradi di scuola:

  • 1ª primaria;

  • 2ª primaria;

  • 3ª, 4ª e 5ª primaria;

  • 1ª, 2ª e 3ª secondaria di primo grado;

  • 1ª e 2ª secondaria di secondo grado.

All’interno di questo impianto metodologico, le azioni didattiche vengono declinate in modo differenziato, tenendo conto delle caratteristiche evolutive degli alunni e delle specificità dei diversi ordini e gradi di scuola. Ogni intervento è progettato per rispondere in modo coerente alle esigenze specifiche delle diverse fasce di età e dei contesti educativi.

Tra i punti cardine del progetto M.O.DI. vi sono:

  • rimodulazione dell'orario scolastico secondo i principi della compattazione didattica;

  • osservazione e individuazione degli stili di apprendimento di ogni singolo alunno;

  • particolare attenzione alle attività di pregrafismo, grafica e scrittura manuale;

  • utilizzo del metodo fono-visivo di insegnamento della letto-scrittura, che favorisce l'associazione lettera-suono tramite l'immagine, superando il mero nesso fonologico;

  • laboratori di acquerello, psicomotricità, canto corale, grafica;

  • insegnamento della storia con il metodo biografico;

  • metodologie innovative per l'insegnamento della matematica, delle scienze e della geografia;

  • coinvolgimento delle famiglie nelle attività didattiche (laboratori manuali, lettura di storie, racconti di vita vissuta, interculturalità, acquerello).

Il fondatore

Professore di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università di Pisa, è direttore del Corso di specializzazione per insegnanti di sostegno.

Dopo l’esperienza di insegnamento nella scuola pubblica, ha ricoperto per oltre vent’anni ruoli dirigenziali presso il Ministero dell’Istruzione, contribuendo alla stesura dei principali atti normativi in materia di inclusione scolastica, dai decreti sui DSA al nuovo PEI.

È stato rappresentante italiano presso la European Agency for Special Needs and Inclusive Education e attualmente coordina il Gruppo di lavoro “Istruzione, Università e Formazione” dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

Raffaele Ciambrone

Children collaborating in a colorful classroom setting with handmade educational materials
Children collaborating in a colorful classroom setting with handmade educational materials

Viene sperimentato per la prima volta nel 2016, nei 19 Istituti comprensivi della Provincia di Biella, per poi diffondersi in altre Regioni d’Italia, realizzando un modus operandi che collega ad oggi più di 360 classi, ispirato a un modello pedagogico condiviso, che ha colto tutte le opportunità offerte dal Regolamento sull’autonomia (DPR. n. 297 del 1999, in particolare gli Artt. 4, 5, 6 e 7) e dalla Legge 107/2015.

Il metodo fono-visivo

Un approccio educativo che mette l’immaginazione al centro dell’apprendimento.

Riferimenti normativi

Il quadro legislativo che sostiene e rende possibile il modello M.O.DI.